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diana

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mi dedico ad attività di volontariato, soprattutto verso i bambini.
ogni tanto la notte mi trasformo in barlady..
se volete sapere un po' più di me leggete questo testo.. mi ci identifico quasi completamente:
Le bionde trecce gli occhi azzurri e poi
le tue calzette rosse
e l'innocenza sulle gote tue
due arance ancor più rosse
e la cantina buia dove noi
respiravamo piano
e le tue corse, l'eco dei tuoi no, oh no
mi stai facendo paura.
Dove sei stata cos'hai fatto mai?
Una donna, donna dimmi
cosa vuol dir sono una donna ormai.
Ma quante braccia ti hanno stretto, tu lo sai
per diventar quel che sei
che importa tanto tu non me lo dirai, purtroppo.
Ma ti ricordi l'acqua verde e noi
le rocce, bianco il fondo
di che colore sono gli occhi tuoi
se me lo chiedi non rispondo.
O mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me
o mare nero, o mare nero, o mare ne...
tu eri chiaro e trasparente come me.
RACCOLTA

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""Amatevi, ma non tramutate l'amore in un legame.
Lasciate piuttosto che
sia un mare in movimento tra le sponde opposte delle vostre anime.
Cantate e danzate insieme ma permettete a ciascuno di voi d'essere solo.""

Kahlil Gibran

 

 

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Giuseppe Maltese

August 26

ricominciamo

 
rieccomi a palermo..
nella muta e sterile palermo..
e già ho nostalgia di mamma e papà, delle loro coccole, dei loro caldi abbracci.
quante lacrime!!
e adesso si continua con gli studi: settembre è piena di esami e la cosa che mi pesa è che non li vedrò prima di ottobre..
e già mi mancano..
non respiro senza di loro: sono il mio senso, la mia vita, il mio sale, la mia aria...
ma ora basta con le nostalgie... si ricomincia.. e ho bisogno di tanta carica!!!
primo obiettivo: tenere lontan da me le persone e le cose che possano distrarmi negativamente.. quindi addio falsi amici.. addio uscite di sera e divertimenti inutili; ben vengano i veri amici, i divertimenti utili, le distrazioni positive..
secondo obiettivo: verrò a trovarvi tutti nel vostro blog, ma siete in tantissimissimi (per fortuna!), quindi abbiate un po' di pazienza.. anche perchè adesso il tempo che avrò a disposizione per connettermi sarà poco.
terzo obiettivo: spegnere i cellulari, motivo di troppe distrazioni e tentazioni.
insomma: devo fare tutto il possibile per circondarmi di positività e di tanta concentrazione..
con tanta rabbia dico: vadano a quel paese le persone che hanno disdegnato la mia amicizia, facendone straccio per i piedi.. perchè continuare a soffrirci o a dimostrare ancora il mio affetto?.. evidentemente queste persone non mi meritano.. oppure io non merito loro.. booooo.. sicuro è che adesso sono io che mi tengo lontana da loro che hanno saputo solo farmi del male.
gli amici veri sono altri.. sono quelli che non dubitano mai della mia amicizia o della mia delicatezza..
l'amicizia è per sempre e questo lo sa bene la mia sorellina lory (amica da sempre e per sempre).
sulla sua amicizia non ho dubbi.. lei c'è e basta.
non ha mai pretese e quando sbaglio (sarà successo un migliaio di volte) lei sa che c'è sempre un perchè; sa che cmq non è mai per farle del male.. e amicizia è questo: fidarsi ciecamente dell'altro; fidarsi del fatto che MAI potrei volerle del male.
questa è una cosa che lei mi regala ogni giorno.. LEI C'E' nella mia vita.
che dire? ne basta una così di amica da farti sentire di averne cento..
ragazzi, l'amicizia è una cosa preziosa.. e auguro a tutti di avere dei veri amici.. ma non amici che vi mettono ansia.. che vi fanno pesare anche ogni vostro pensiero; che vi dominano e che decidono per voi; che danno ma pretendono poi per cento..
no.. anche se per affetto noi ci saremo sempre anche per questi "amici" io vi auguro di avere amici che vi stimano; che vogliono sapere cosa pensate e che vi stimino anche quando non sono d'accordo con voi; che vi amino incondizionatamente (a condizione ovviamente che voi rispettiate loro!).
perchè son finita a parlare di queste cose?
boooooooo..
non lo ricordo più..
lasciamo stare!!
volevo solo dirvi: RIECCOMI...
malinconica ma carica e con l'intenzione di tenermi stretta questa carica.
ben venga ogni cosa che sia positiva; stia lontana da me ogni cosa che possa negativizzarmi.
e forse.. avevo bisogno di questo sfogo!!
vi abbraccio tutti..
presto passerò da voi.
 
 
 
 
August 06

buone vacanze a tutti

 
ciao amici..
domani all'alba prendo l'autobus che mi porta al mio amatissimo paesino.
vado dai miei.. non vedo l'ora di riabbracciarli!!
nel frattempo inizierò la fisioterapia quindi non so quando potrò ritornare..
e siccome lì non potrò connettermi, ne approfitto oggi per salutarvi tutti.
vi auguro buone vacanze e.. sappiate che mi mancherete tanto..
non dimentichiamoci di portare Dio con noi.. ovunque andremo!!.. sempre!!
vi abbraccio calorosamente e spero di ritrovarvi tutti al mio ritorno.
un mega bacio..
a presto
August 05

TESTIMONIANZA di Gloria Polo.. vera

 

“Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa.
Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995) con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione.
Quel venerdì pomeriggio, mio marito ci accompagnò perchè noi dovevamo prendere dei libri alla Facoltà.

Pioveva molto.

Siamo stati tutt’e due colpiti da un fulmine.

Mio nipote è morto sul colpo; era giovane e nonostante la sua giovane età, si era consacrato a Nostro Signore; aveva una grande devozione per Gesù Bambino.

Il mio corpo fu bruciato in modo orribile, sia all’interno che all’esterno.

Questo corpo che voi ora avete davanti, risanato, lo è per la grazia della misericordia divina. Il fulmine mi aveva carbonizzato, io non avevo più i seni e praticamente tutta la mia carne e una parte delle mie costo erano scomparse.

Il fulmine è uscito dal mio piede destro dopo aver bruciato quasi completamente il mio stomaco, il mio fegato, i miei reni e i miei polmoni.

Io praticavo la contraccezione e portavo una spirale intra uterina in rame.

Il rame essendo un eccellente conduttore d’elettricità, carbonizzò le mie ovaie.

Mi trovai perciò con un arresto cardiaco, senza vita, il mio corpo aveva dei soprassalti a causa dell’elettricità che aveva ancora.
Ma questo è solamente per quello che riguarda la parte fisica di me stessa perché, quando la mia carne fu bruciata, nello stesso istante mi ritrovai in un bellissimo tunnel di luce bianca, piena di gioia e di pace.

Nessun colore di questa terra è paragonabile a questo splendore.

Io ne percepivo la sorgente di tutt’amore e pace.
Nel mentre che mi elevavo, realizzai che stavo morendo.

In quell’istante ho pensato ai miei figli e mi sono detta: “Oh, mio Dio, i miei figli, che penseranno di me?

La mamma molto attiva che ero stata, non ha mai avuto tempo da dedicare a loro!”

Mi era possibile vedere la mia vita quale era stata realmente e questo mi rattristava.

Io lasciavo la casa ogni giorno per cambiare il mondo e non ero mai stata capace di occuparmi dei miei figli.
In quell’istante di vuoto che provavo a causa dei miei figli io vidi qualcosa di magnifico: il mio corpo non faceva più parte dello spazio e del tempo.

In un istante mi era possibile abbracciare con lo sguardo tutto il mondo: quello dei vivi e quello dei morti.

Durante questi momenti così belli fuori dal mio corpo, io avevo perduto la nozione del tempo.

Il mio modo di vedere era cambiato: (sulla terra) io distinguevo tra chi era grasso, chi era di altra razza o disgraziato, perché avevo sempre dei pregiudizi.
Fuori del mio corpo io consideravo le persone interiormente (l’anima), .

Com’è bello vedere la gente interiormente (l’anima)!
Io potevo conoscere i loro pensieri e i loro sentimenti.

Io li abbracciavo tutti in un istante mentre continuavo a salire sempre più in alto e piena di gioia.

Ma in quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva e mi chiamava singhiozzando:”Gloria, ti prego, non andartene! Gloria svegliati! Non abbandonare i ragazzi, Gloria”

L’ho guardato e non solo l’ho visto ma ho sentito il suo profondo dolore.
E il Signore mi ha permesso di tornare anche se non era mio desiderio.

Io provavo una si grande gioia, tanta pace e felicità!

Ed ecco che discendo ormai lentamente verso il mio corpo ove io giacevo senza vita.

Esso era posto su una barella, al centro medico del Campus.
Io potevo vedere i medici che mi facevano l’elettrochoc e tentavano di rianimarmi dopo l’arresto cardiaco che avevo avuto.

Noi siamo rimasti lì per due ore e mezzo.

Prima, questi dottori non ci potevano toccare perché i nostri corpi erano ancora troppo conduttori di elettricità; dopo quando poterono, si sforzarono di richiamarci alla vita.
Io mi posai vicino alla testa e sentii come uno choc che mi entrò violentemente all’interno del mio corpo.

Questo fu doloroso perché questo faceva scintille da tutte le parti.

Io mi vidi incorporato a qualcosa di così stretto.

Le mie carni morte e bruciate mi facevano male.

Esse sprigionavano fumo e vapore.
Ma la ferita più orribile era quella della mia vanità:

Io ero una donna di mondo, un dirigente, un’ intellettuale, una studiosa schiava del suo corpo, della bellezza e della moda. Io facevo della ginnastica quattro ore al giorno, per avere un corpo snello: massaggi terapie, diete di ogni genere, etc. Questa era la mia vita, una routine che mi incatenava al culto della bellezza del corpo.

Io mi dicevo: “Ho dei bei seni, tanto vale mostrarli. Non c’è nessuna ragione di nasconderli.”

tutta la mia vita, io non ero stata che una cattolica di “regime”:

Il mio rapporto con il Signore era la Santa Messa della domenica, per non più di 25 minuti, là dove l’omelìa del sacerdote era più breve, perchè non ne potevo sopportare di più. Tale era la mia relazione con il Signore.

Tutte le correnti (di pensiero) del mondo m’avevano influenzato come una banderuola.
Un giorno, quand’ero gia Dentista professionista avevo sentito un prete affermare che l’inferno come i diavoli, non esistevano.

Sentendo tale affermazione, io mi dissi che saremo andati tutti in paradiso, indipendentemente da quello che noi siamo e mi allontanai completamente dal Signore.
Le mie conversazioni divennero malsane perché non potevo più reprimere il peccato.

Io cominciai a dire a tutti che il diavolo non esisteva e che quella era una invenzione dei preti, che c’era della manipolazione…
Quando uscivo con i miei colleghi dell’università, dicevo loro che Dio non esisteva e che noi eravamo un prodotto dell’evoluzione.

Ma in quell’istante, là, nella sala operatoria, io ero veramente terrificata vedevo dei diavoli venire verso di me perché io ero la loro preda.

Dai muri della sala operatoria io vidi spuntare molta gente.
All’inizio, sembravano normali, ma in seguito essi avevano dei visi pieni di odio, detestabili.

Io compresi che il peccato non era senza conseguenze e che la menzogna più infame del demonio, era quella di far credere che egli non esisteva.
Io li vedevo tutti venire a cercarmi, immaginate il mio spavento!

Il mio spirito intellettuale e scientifico non mi era di nessun aiuto.

Io volevo ritornare nel mio corpo , ma quello non mi lasciava entrare.

Io corsi allora verso l’esterno della stanza, sperando di nascondermi da qualche parte tra i corridoi dell’ospedale ma di fatto finii di saltare nel vuoto.
Io cadevo in un tunnel ce mi aspirava verso il basso.

All’inizio c’era della luce e questo assomigliava a un alveare d’api.

C’era moltissima gente.

Ma presto cominciai a discendere passando per dei tunnels completamente oscuri.
Non c’è alcun paragone tra l’oscurità di quel luogo e la più totale oscurità della terra quando non potrebbe comparire la luce delle stelle.

Questa oscurità suscita sofferenza, orrore e vergogna.

L’odore era pestilenziale.

A un certo punto, io vidi aprirsi al suolo come un gigantesco baratro e vidi un immenso abisso senza fondo.

La cosa più orribile di questo buco spalancato era che vi si percepiva l’assenza assoluta dell’amore di Dio e questo, senza la minima speranza.
Il precipizio mi aspirava ed io ero terrificata.

Sapevo che se andavo là dentro, la mia anima ne moriva.

Io ero trascinata verso questo orrore, qualcuno m’aveva preso per i piedi.

Il mio corpo entrava ormai in questo buco e fu un momento di estrema sofferenza e di spavento.
Il mio ateismo mi abbandonò e cominciai a gridare verso le anime del Purgatorio per avere dell’aiuto.
Mentre urlavo, sentivo un dolore fortissimo perché mi fu dato di capire che migliaia e migliaia di esseri umani si trovavano là, soprattutto dei giovani.
E’ con terrore che sento stridore di denti, grida orribili, e dei gemiti che mi scuotevano nel più profondo del mio essere.
Compresi che è là che vanno le anime dei suicidi, che in un attimo di disperazione, si ritrovano in mezzo a questi orrori.

Ma il tormento più indicibile, era l’assenza di Dio.

Non si poteva percepire Dio.
In quei tormenti, mi sono messa a gridare:”Chi ha potuto commettere un errore simile?
Io sono quasi una santa: non ho mai rubato, non ho mai ucciso, ho dato da mangiare ai poveri, ho fatto cure dentarie gratuite a che ne necessitava;

che ci faccio qui? Io andavo alla Messa la domenica… io ho mai mancato alla messa domenicale non più di cinque volte nella mia vita!

Allora perché sono qui?

Io sono cattolica, vi prego, sono cattolica, fatemi uscire di qui!”
Mentre gridavo che ero cattolica scorsi un debole bagliore.

E io vi posso assicurare che in quel posto la più piccola luce era il più bello dei doni.

Io vidi dei gradini al di sopra del precipizio e ho riconosciuto mio padre, deceduto cinque anni prima.
Molto vicina e quattro gradini più in alto, stava mia madre in preghiera, illuminata di più dalla luce.
Il vederli, mi riempì di gioia e dissi loro: ”Papà, Mamma, fatemi uscire! Vi supplico, fatemi uscire!
Quando si chinarono verso l’abisso.

Voi dovreste vedere il loro immenso dispiacere.
In quel posto, voi potete percepire i sentimenti degli altri e sentire le loro pene.

Mio padre si mise a piangere tenendo la testa tra le sue mani:”Figlia mia, figlia mia!” diceva.

Mamma pregava e capii che essi non mi potevano far uscire di là, la mia pena si accrebbe della loro perché essi condividevano la mia.
Così, io mi misi a gridare di nuovo: “Vi supplico, fatemi uscire di qui! Io sono cattolica! Chi ha potuto commettere un tale errore? Vi supplico, fatemi uscire di qui!
Questa volta, una voce si fece sentire, una voce così dolce che fece tremare la mia anima.

Tutto allora fu inondato d’amore e di pace e tutte queste tetre creature che mi circondavano scapparono perché esse non possono stare di fronte all’Amore.

Questa voce preziosa mi dice: ”Benissimo, poiché tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti di Dio.”
Ecco una mossa sbagliata da parte mia.

Sapevo che aveva dieci comandamenti, punto e nient’altro.

Che fare?

Mamma mi parlava sempre del primo comandamento d’amore.

Dissi: “Amerai il Signore, tuo Dio al di sopra di tutto ed il prossimo come te stesso”.

Sentii allora: “Benissimo, li hai tu amati?”

I risposi. “Sì li ho amati, li ho amati, li ho amati!”
E mi fu risposto: “No. Tu non hai amato il Signore tuo Dio al di sopra di tutto e ancora meno il tuo prossimo come te stessa.

Tu ti sei creata un dio che tu adattavi alla tua vita e tu te ne servivi solamente nel caso di urgente bisogno.
Tu ti prosternavi davanti a lui quando eri povera, quando la tua famiglia era umile e quando desideravi andare all’università.

In quei momenti, tu pregavi sovente e ti inginocchiavi per delle ore per supplicare il tuo dio di farti uscire dalla miseria; perché ti accordasse il diploma che ti permetteva di diventare qualcuno.

Ogni volta che tu avevi bisogno di soldi tu recitavi il rosario.

Ecco la tua relazione con il Signore”.
Sì, devo riconoscere che prendevo il rosario e aspettavo del denaro in cambio, tale era la mia relazione con il Signore.

Mi fu dato da vedere subito il diploma preso e la notorietà ottenuta, non ebbi mai il minimo sentimento d’amore per il Signore.

Essere riconoscente, no, mai!
Quando aprivo gli occhi al mattino, io non avevo mai un grazie per il giorno nuovo che il Signore mi dava da vivere, non Lo ringraziavo mai per la mia salute, per la vita dei miei figli, per tutto ciò che mi aveva donato.
Era l’ingratitudine più totale.

Fu un esame della mia vita a partire dai dieci comandamenti.

Mi fu mostrato quel che era stato il mio comportamento faccia a faccia col mio prossimo.

Mi fu fatto vedere come io pretendessi di amare Dio mentre avevo l’abitudine di criticare tutti, di puntare il dito su ciascuno, io la santissima Gloria!

Mi si mostrò come ero invidiosa ed ingrata!

Io non avevo mai provato riconoscenza verso i miei genitori che mi avevano dato il loro amore ed avevano fatto tanti sacrifici per educarmi e mandarmi all’Università.

Dall’ottenimento del diploma, essi divennero anche miei inferiori; avevo anche vergogna di mia madre a causa della sua povertà, della sua semplicità e della sua umiltà.

E il Signore mi dice: “Tu non hai mai avuto considerazione per i malati nella loro solitudine, tu non hai mai tenuto loro compagnia. Tu non hai mai avuto compassione degli orfani, di tutti questi bambini infelici”.

Io avevo un cuore di pietra dentro un guscio di noce.

Su questa prova dei dieci comandamenti, io non avevo una mezza risposta corretta.
Era terribile, devastante!

Io ero completamente sconvolta.

E mi dicevo: “Almeno on mi potrà rimproverare di avere ucciso qualcuno!

Per esempio, compravo delle provviste per i bisognosi; questo non era per amore, piuttosto per apparire generosa, e per il piacere che avevo di manipolare quelli che erano nel bisogno.

.... continua nell'intervento successivo..

TESTIMONIANZA di Gloria Polo

 

Dicevo loro: “Prendete queste provviste e andate al mio posto alla riunione dei genitori e dei professori perché io non ho il tempo di parteciparvi”. 
Il tuo dio era il denaro, mi ha ancora detto.

Tu sei stata condannata a causa del denaro.

E’ per questa ragione che sei sprofondata nell’abisso e che tu ti sei allontanata dal Signore.
Quando venni ad un secondo comandamento, io vidi con tristezza che nella mia infanzia, avevo presto capito che la menzogna era un eccellente mezzo per evitare le severe punizioni di mamma.
Io cominciai mano nella mano con il padre della menzogna (satana) e divenni bugiarda.

I miei peccati aumentavano come le mie menzogne.

Io avevo osservato come mamma rispettava il Signore ed il Suo Nome Santissimo.

Vi trovai un’arma per me e mi misi a bestemmiare il Suo Nome.

Dicevo: Mamma, io giuro su Dio che…”. E così evitavo le punizioni. Immaginate le mie menzogne , implicando il Nome Santissimo del Signore…
E notate, fratelli e sorelle che le parole non sono mai vane perché quando mia madre non mi credeva, avevo preso l’abitudine di dirle: “ Mamma, se io mento, che un fulmine mi colpisca qui e subito”.

Se le parole sono volate via con il tempo, si riscontra che il fulmine mi ha bella e ben colpito; mi ha carbonizzato ed è grazie alla misericordia divina che io ora sono qui.
Per quel che riguarda il rispetto del giorno del Signore.

Ero pietosa e ne provai un dolore intenso.

La voce mi diceva che le domeniche, passavo quattro o cinque ore ad occuparmi del mio corpo;

io non avevo nemmeno dieci minuti di azione di grazia o di preghiera da consacrare al Signore.

Se cominciavo un rosario, mi dicevo: “ Lo posso fare durante la pubblicità, prima del telefilm”.

La mia ingratitudine di fronte al Signore mi fu rimproverata.

Quando non volevo partecipare alla Messa, dicevo a mamma: “ Dio è dappertutto, perché dovrei andare lì?...
E per quanto concerne i Sacramenti, avevo sbagliato in tutto.

Dicevo non sarei mai andata a confessarmi perché quei vecchi signori erano peggiori di me.

Il diavolo mi stornava dalla confessione ed è così che impediva la mia anima d’essere pulita e di guarire.
E il Signore mi dice: “Chi sei tu per giudicare così i Miei consacrati?

Questi sono degli uomini e la santità di