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August 26

ricominciamo

 
rieccomi a palermo..
nella muta e sterile palermo..
e già ho nostalgia di mamma e papà, delle loro coccole, dei loro caldi abbracci.
quante lacrime!!
e adesso si continua con gli studi: settembre è piena di esami e la cosa che mi pesa è che non li vedrò prima di ottobre..
e già mi mancano..
non respiro senza di loro: sono il mio senso, la mia vita, il mio sale, la mia aria...
ma ora basta con le nostalgie... si ricomincia.. e ho bisogno di tanta carica!!!
primo obiettivo: tenere lontan da me le persone e le cose che possano distrarmi negativamente.. quindi addio falsi amici.. addio uscite di sera e divertimenti inutili; ben vengano i veri amici, i divertimenti utili, le distrazioni positive..
secondo obiettivo: verrò a trovarvi tutti nel vostro blog, ma siete in tantissimissimi (per fortuna!), quindi abbiate un po' di pazienza.. anche perchè adesso il tempo che avrò a disposizione per connettermi sarà poco.
terzo obiettivo: spegnere i cellulari, motivo di troppe distrazioni e tentazioni.
insomma: devo fare tutto il possibile per circondarmi di positività e di tanta concentrazione..
con tanta rabbia dico: vadano a quel paese le persone che hanno disdegnato la mia amicizia, facendone straccio per i piedi.. perchè continuare a soffrirci o a dimostrare ancora il mio affetto?.. evidentemente queste persone non mi meritano.. oppure io non merito loro.. booooo.. sicuro è che adesso sono io che mi tengo lontana da loro che hanno saputo solo farmi del male.
gli amici veri sono altri.. sono quelli che non dubitano mai della mia amicizia o della mia delicatezza..
l'amicizia è per sempre e questo lo sa bene la mia sorellina lory (amica da sempre e per sempre).
sulla sua amicizia non ho dubbi.. lei c'è e basta.
non ha mai pretese e quando sbaglio (sarà successo un migliaio di volte) lei sa che c'è sempre un perchè; sa che cmq non è mai per farle del male.. e amicizia è questo: fidarsi ciecamente dell'altro; fidarsi del fatto che MAI potrei volerle del male.
questa è una cosa che lei mi regala ogni giorno.. LEI C'E' nella mia vita.
che dire? ne basta una così di amica da farti sentire di averne cento..
ragazzi, l'amicizia è una cosa preziosa.. e auguro a tutti di avere dei veri amici.. ma non amici che vi mettono ansia.. che vi fanno pesare anche ogni vostro pensiero; che vi dominano e che decidono per voi; che danno ma pretendono poi per cento..
no.. anche se per affetto noi ci saremo sempre anche per questi "amici" io vi auguro di avere amici che vi stimano; che vogliono sapere cosa pensate e che vi stimino anche quando non sono d'accordo con voi; che vi amino incondizionatamente (a condizione ovviamente che voi rispettiate loro!).
perchè son finita a parlare di queste cose?
boooooooo..
non lo ricordo più..
lasciamo stare!!
volevo solo dirvi: RIECCOMI...
malinconica ma carica e con l'intenzione di tenermi stretta questa carica.
ben venga ogni cosa che sia positiva; stia lontana da me ogni cosa che possa negativizzarmi.
e forse.. avevo bisogno di questo sfogo!!
vi abbraccio tutti..
presto passerò da voi.
 
 
 
 
August 06

buone vacanze a tutti

 
ciao amici..
domani all'alba prendo l'autobus che mi porta al mio amatissimo paesino.
vado dai miei.. non vedo l'ora di riabbracciarli!!
nel frattempo inizierò la fisioterapia quindi non so quando potrò ritornare..
e siccome lì non potrò connettermi, ne approfitto oggi per salutarvi tutti.
vi auguro buone vacanze e.. sappiate che mi mancherete tanto..
non dimentichiamoci di portare Dio con noi.. ovunque andremo!!.. sempre!!
vi abbraccio calorosamente e spero di ritrovarvi tutti al mio ritorno.
un mega bacio..
a presto
August 05

TESTIMONIANZA di Gloria Polo.. vera

 

“Fratelli e sorelle, è meraviglioso per me condividere con voi in questo istante, l’ineffabile grazia che mi ha dato Nostro Signore, ormai più di dieci anni fa.
Mi trovavo all’Università Nazionale della Colombia a Bogotà (nel maggio 1995) con mio nipote, dentista come me, noi preparavamo una lezione.
Quel venerdì pomeriggio, mio marito ci accompagnò perchè noi dovevamo prendere dei libri alla Facoltà.

Pioveva molto.

Siamo stati tutt’e due colpiti da un fulmine.

Mio nipote è morto sul colpo; era giovane e nonostante la sua giovane età, si era consacrato a Nostro Signore; aveva una grande devozione per Gesù Bambino.

Il mio corpo fu bruciato in modo orribile, sia all’interno che all’esterno.

Questo corpo che voi ora avete davanti, risanato, lo è per la grazia della misericordia divina. Il fulmine mi aveva carbonizzato, io non avevo più i seni e praticamente tutta la mia carne e una parte delle mie costo erano scomparse.

Il fulmine è uscito dal mio piede destro dopo aver bruciato quasi completamente il mio stomaco, il mio fegato, i miei reni e i miei polmoni.

Io praticavo la contraccezione e portavo una spirale intra uterina in rame.

Il rame essendo un eccellente conduttore d’elettricità, carbonizzò le mie ovaie.

Mi trovai perciò con un arresto cardiaco, senza vita, il mio corpo aveva dei soprassalti a causa dell’elettricità che aveva ancora.
Ma questo è solamente per quello che riguarda la parte fisica di me stessa perché, quando la mia carne fu bruciata, nello stesso istante mi ritrovai in un bellissimo tunnel di luce bianca, piena di gioia e di pace.

Nessun colore di questa terra è paragonabile a questo splendore.

Io ne percepivo la sorgente di tutt’amore e pace.
Nel mentre che mi elevavo, realizzai che stavo morendo.

In quell’istante ho pensato ai miei figli e mi sono detta: “Oh, mio Dio, i miei figli, che penseranno di me?

La mamma molto attiva che ero stata, non ha mai avuto tempo da dedicare a loro!”

Mi era possibile vedere la mia vita quale era stata realmente e questo mi rattristava.

Io lasciavo la casa ogni giorno per cambiare il mondo e non ero mai stata capace di occuparmi dei miei figli.
In quell’istante di vuoto che provavo a causa dei miei figli io vidi qualcosa di magnifico: il mio corpo non faceva più parte dello spazio e del tempo.

In un istante mi era possibile abbracciare con lo sguardo tutto il mondo: quello dei vivi e quello dei morti.

Durante questi momenti così belli fuori dal mio corpo, io avevo perduto la nozione del tempo.

Il mio modo di vedere era cambiato: (sulla terra) io distinguevo tra chi era grasso, chi era di altra razza o disgraziato, perché avevo sempre dei pregiudizi.
Fuori del mio corpo io consideravo le persone interiormente (l’anima), .

Com’è bello vedere la gente interiormente (l’anima)!
Io potevo conoscere i loro pensieri e i loro sentimenti.

Io li abbracciavo tutti in un istante mentre continuavo a salire sempre più in alto e piena di gioia.

Ma in quel momento, sentii la voce di mio marito che piangeva e mi chiamava singhiozzando:”Gloria, ti prego, non andartene! Gloria svegliati! Non abbandonare i ragazzi, Gloria”

L’ho guardato e non solo l’ho visto ma ho sentito il suo profondo dolore.
E il Signore mi ha permesso di tornare anche se non era mio desiderio.

Io provavo una si grande gioia, tanta pace e felicità!

Ed ecco che discendo ormai lentamente verso il mio corpo ove io giacevo senza vita.

Esso era posto su una barella, al centro medico del Campus.
Io potevo vedere i medici che mi facevano l’elettrochoc e tentavano di rianimarmi dopo l’arresto cardiaco che avevo avuto.

Noi siamo rimasti lì per due ore e mezzo.

Prima, questi dottori non ci potevano toccare perché i nostri corpi erano ancora troppo conduttori di elettricità; dopo quando poterono, si sforzarono di richiamarci alla vita.
Io mi posai vicino alla testa e sentii come uno choc che mi entrò violentemente all’interno del mio corpo.

Questo fu doloroso perché questo faceva scintille da tutte le parti.

Io mi vidi incorporato a qualcosa di così stretto.

Le mie carni morte e bruciate mi facevano male.

Esse sprigionavano fumo e vapore.
Ma la ferita più orribile era quella della mia vanità:

Io ero una donna di mondo, un dirigente, un’ intellettuale, una studiosa schiava del suo corpo, della bellezza e della moda. Io facevo della ginnastica quattro ore al giorno, per avere un corpo snello: massaggi terapie, diete di ogni genere, etc. Questa era la mia vita, una routine che mi incatenava al culto della bellezza del corpo.

Io mi dicevo: “Ho dei bei seni, tanto vale mostrarli. Non c’è nessuna ragione di nasconderli.”

tutta la mia vita, io non ero stata che una cattolica di “regime”:

Il mio rapporto con il Signore era la Santa Messa della domenica, per non più di 25 minuti, là dove l’omelìa del sacerdote era più breve, perchè non ne potevo sopportare di più. Tale era la mia relazione con il Signore.

Tutte le correnti (di pensiero) del mondo m’avevano influenzato come una banderuola.
Un giorno, quand’ero gia Dentista professionista avevo sentito un prete affermare che l’inferno come i diavoli, non esistevano.

Sentendo tale affermazione, io mi dissi che saremo andati tutti in paradiso, indipendentemente da quello che noi siamo e mi allontanai completamente dal Signore.
Le mie conversazioni divennero malsane perché non potevo più reprimere il peccato.

Io cominciai a dire a tutti che il diavolo non esisteva e che quella era una invenzione dei preti, che c’era della manipolazione…
Quando uscivo con i miei colleghi dell’università, dicevo loro che Dio non esisteva e che noi eravamo un prodotto dell’evoluzione.

Ma in quell’istante, là, nella sala operatoria, io ero veramente terrificata vedevo dei diavoli venire verso di me perché io ero la loro preda.

Dai muri della sala operatoria io vidi spuntare molta gente.
All’inizio, sembravano normali, ma in seguito essi avevano dei visi pieni di odio, detestabili.

Io compresi che il peccato non era senza conseguenze e che la menzogna più infame del demonio, era quella di far credere che egli non esisteva.
Io li vedevo tutti venire a cercarmi, immaginate il mio spavento!

Il mio spirito intellettuale e scientifico non mi era di nessun aiuto.

Io volevo ritornare nel mio corpo , ma quello non mi lasciava entrare.

Io corsi allora verso l’esterno della stanza, sperando di nascondermi da qualche parte tra i corridoi dell’ospedale ma di fatto finii di saltare nel vuoto.
Io cadevo in un tunnel ce mi aspirava verso il basso.

All’inizio c’era della luce e questo assomigliava a un alveare d’api.

C’era moltissima gente.

Ma presto cominciai a discendere passando per dei tunnels completamente oscuri.
Non c’è alcun paragone tra l’oscurità di quel luogo e la più totale oscurità della terra quando non potrebbe comparire la luce delle stelle.

Questa oscurità suscita sofferenza, orrore e vergogna.

L’odore era pestilenziale.

A un certo punto, io vidi aprirsi al suolo come un gigantesco baratro e vidi un immenso abisso senza fondo.

La cosa più orribile di questo buco spalancato era che vi si percepiva l’assenza assoluta dell’amore di Dio e questo, senza la minima speranza.
Il precipizio mi aspirava ed io ero terrificata.

Sapevo che se andavo là dentro, la mia anima ne moriva.

Io ero trascinata verso questo orrore, qualcuno m’aveva preso per i piedi.

Il mio corpo entrava ormai in questo buco e fu un momento di estrema sofferenza e di spavento.
Il mio ateismo mi abbandonò e cominciai a gridare verso le anime del Purgatorio per avere dell’aiuto.
Mentre urlavo, sentivo un dolore fortissimo perché mi fu dato di capire che migliaia e migliaia di esseri umani si trovavano là, soprattutto dei giovani.
E’ con terrore che sento stridore di denti, grida orribili, e dei gemiti che mi scuotevano nel più profondo del mio essere.
Compresi che è là che vanno le anime dei suicidi, che in un attimo di disperazione, si ritrovano in mezzo a questi orrori.

Ma il tormento più indicibile, era l’assenza di Dio.

Non si poteva percepire Dio.
In quei tormenti, mi sono messa a gridare:”Chi ha potuto commettere un errore simile?
Io sono quasi una santa: non ho mai rubato, non ho mai ucciso, ho dato da mangiare ai poveri, ho fatto cure dentarie gratuite a che ne necessitava;

che ci faccio qui? Io andavo alla Messa la domenica… io ho mai mancato alla messa domenicale non più di cinque volte nella mia vita!

Allora perché sono qui?

Io sono cattolica, vi prego, sono cattolica, fatemi uscire di qui!”
Mentre gridavo che ero cattolica scorsi un debole bagliore.

E io vi posso assicurare che in quel posto la più piccola luce era il più bello dei doni.

Io vidi dei gradini al di sopra del precipizio e ho riconosciuto mio padre, deceduto cinque anni prima.
Molto vicina e quattro gradini più in alto, stava mia madre in preghiera, illuminata di più dalla luce.
Il vederli, mi riempì di gioia e dissi loro: ”Papà, Mamma, fatemi uscire! Vi supplico, fatemi uscire!
Quando si chinarono verso l’abisso.

Voi dovreste vedere il loro immenso dispiacere.
In quel posto, voi potete percepire i sentimenti degli altri e sentire le loro pene.

Mio padre si mise a piangere tenendo la testa tra le sue mani:”Figlia mia, figlia mia!” diceva.

Mamma pregava e capii che essi non mi potevano far uscire di là, la mia pena si accrebbe della loro perché essi condividevano la mia.
Così, io mi misi a gridare di nuovo: “Vi supplico, fatemi uscire di qui! Io sono cattolica! Chi ha potuto commettere un tale errore? Vi supplico, fatemi uscire di qui!
Questa volta, una voce si fece sentire, una voce così dolce che fece tremare la mia anima.

Tutto allora fu inondato d’amore e di pace e tutte queste tetre creature che mi circondavano scapparono perché esse non possono stare di fronte all’Amore.

Questa voce preziosa mi dice: ”Benissimo, poiché tu sei cattolica, dimmi quali sono i comandamenti di Dio.”
Ecco una mossa sbagliata da parte mia.

Sapevo che aveva dieci comandamenti, punto e nient’altro.

Che fare?

Mamma mi parlava sempre del primo comandamento d’amore.

Dissi: “Amerai il Signore, tuo Dio al di sopra di tutto ed il prossimo come te stesso”.

Sentii allora: “Benissimo, li hai tu amati?”

I risposi. “Sì li ho amati, li ho amati, li ho amati!”
E mi fu risposto: “No. Tu non hai amato il Signore tuo Dio al di sopra di tutto e ancora meno il tuo prossimo come te stessa.

Tu ti sei creata un dio che tu adattavi alla tua vita e tu te ne servivi solamente nel caso di urgente bisogno.
Tu ti prosternavi davanti a lui quando eri povera, quando la tua famiglia era umile e quando desideravi andare all’università.

In quei momenti, tu pregavi sovente e ti inginocchiavi per delle ore per supplicare il tuo dio di farti uscire dalla miseria; perché ti accordasse il diploma che ti permetteva di diventare qualcuno.

Ogni volta che tu avevi bisogno di soldi tu recitavi il rosario.

Ecco la tua relazione con il Signore”.
Sì, devo riconoscere che prendevo il rosario e aspettavo del denaro in cambio, tale era la mia relazione con il Signore.

Mi fu dato da vedere subito il diploma preso e la notorietà ottenuta, non ebbi mai il minimo sentimento d’amore per il Signore.

Essere riconoscente, no, mai!
Quando aprivo gli occhi al mattino, io non avevo mai un grazie per il giorno nuovo che il Signore mi dava da vivere, non Lo ringraziavo mai per la mia salute, per la vita dei miei figli, per tutto ciò che mi aveva donato.
Era l’ingratitudine più totale.

Fu un esame della mia vita a partire dai dieci comandamenti.

Mi fu mostrato quel che era stato il mio comportamento faccia a faccia col mio prossimo.

Mi fu fatto vedere come io pretendessi di amare Dio mentre avevo l’abitudine di criticare tutti, di puntare il dito su ciascuno, io la santissima Gloria!

Mi si mostrò come ero invidiosa ed ingrata!

Io non avevo mai provato riconoscenza verso i miei genitori che mi avevano dato il loro amore ed avevano fatto tanti sacrifici per educarmi e mandarmi all’Università.

Dall’ottenimento del diploma, essi divennero anche miei inferiori; avevo anche vergogna di mia madre a causa della sua povertà, della sua semplicità e della sua umiltà.

E il Signore mi dice: “Tu non hai mai avuto considerazione per i malati nella loro solitudine, tu non hai mai tenuto loro compagnia. Tu non hai mai avuto compassione degli orfani, di tutti questi bambini infelici”.

Io avevo un cuore di pietra dentro un guscio di noce.

Su questa prova dei dieci comandamenti, io non avevo una mezza risposta corretta.
Era terribile, devastante!

Io ero completamente sconvolta.

E mi dicevo: “Almeno on mi potrà rimproverare di avere ucciso qualcuno!

Per esempio, compravo delle provviste per i bisognosi; questo non era per amore, piuttosto per apparire generosa, e per il piacere che avevo di manipolare quelli che erano nel bisogno.

.... continua nell'intervento successivo..

TESTIMONIANZA di Gloria Polo

 

Dicevo loro: “Prendete queste provviste e andate al mio posto alla riunione dei genitori e dei professori perché io non ho il tempo di parteciparvi”. 
Il tuo dio era il denaro, mi ha ancora detto.

Tu sei stata condannata a causa del denaro.

E’ per questa ragione che sei sprofondata nell’abisso e che tu ti sei allontanata dal Signore.
Quando venni ad un secondo comandamento, io vidi con tristezza che nella mia infanzia, avevo presto capito che la menzogna era un eccellente mezzo per evitare le severe punizioni di mamma.
Io cominciai mano nella mano con il padre della menzogna (satana) e divenni bugiarda.

I miei peccati aumentavano come le mie menzogne.

Io avevo osservato come mamma rispettava il Signore ed il Suo Nome Santissimo.

Vi trovai un’arma per me e mi misi a bestemmiare il Suo Nome.

Dicevo: Mamma, io giuro su Dio che…”. E così evitavo le punizioni. Immaginate le mie menzogne , implicando il Nome Santissimo del Signore…
E notate, fratelli e sorelle che le parole non sono mai vane perché quando mia madre non mi credeva, avevo preso l’abitudine di dirle: “ Mamma, se io mento, che un fulmine mi colpisca qui e subito”.

Se le parole sono volate via con il tempo, si riscontra che il fulmine mi ha bella e ben colpito; mi ha carbonizzato ed è grazie alla misericordia divina che io ora sono qui.
Per quel che riguarda il rispetto del giorno del Signore.

Ero pietosa e ne provai un dolore intenso.

La voce mi diceva che le domeniche, passavo quattro o cinque ore ad occuparmi del mio corpo;

io non avevo nemmeno dieci minuti di azione di grazia o di preghiera da consacrare al Signore.

Se cominciavo un rosario, mi dicevo: “ Lo posso fare durante la pubblicità, prima del telefilm”.

La mia ingratitudine di fronte al Signore mi fu rimproverata.

Quando non volevo partecipare alla Messa, dicevo a mamma: “ Dio è dappertutto, perché dovrei andare lì?...
E per quanto concerne i Sacramenti, avevo sbagliato in tutto.

Dicevo non sarei mai andata a confessarmi perché quei vecchi signori erano peggiori di me.

Il diavolo mi stornava dalla confessione ed è così che impediva la mia anima d’essere pulita e di guarire.
E il Signore mi dice: “Chi sei tu per giudicare così i Miei consacrati?

Questi sono degli uomini e la santità di un sacerdote è sostenuta dalla sua comunità che prega per lui, che l’ama e lo aiuta.
Quando un prete commette un errore, è la sua comunità che ne è responsabile, mai lui”.

Ad un certo momento della mia vita, accusai un prete di omosessualità e la comunità ne fu informata.

Voi non potete immaginare il male che ho fatto!
Per quanto attiene al quarto comandamento”Onorerai tuo padre e tua madre” come vi ho detto, il Signore mi fece vedere la mia ingratitudine faccia a faccia dei miei genitori.

Io mi lamentavo perché essi non potevano offrirmi tutte quelle cose di cui disponevano i miei compagni.
Io ero ingrata verso di essi per tutto quello che hanno fatto per me ed io non ero nemmeno arrivata al punto dove dicevo che non conoscevo mia madre perché lei non era al mio livello.

Il Signore mi mostrò come avrei pertanto potuto osservare questo comandamento.
Io mi sentivo male nel vedere mio padre piangere tristemente perché anche se fu un buon padre che m’aveva insegnato a lavorare duramente ed ad intraprendere, egli aveva dimenticato un dettaglio importante: che io avevo un’anima e che per il suo cattivo esempio la mia vita aveva cominciato a vacillare.

Egli fumava, beveva, andava dietro alle donne a tal punto che un giorno suggerii a mamma di abbandonare suo marito. “Tu non dovrai più continuare per lungo tempo con un uomo come lui. Sii dignitosa, fagli vedere che vali qualcosa”.

E mamma risponde: “No mia cara, io soffro ma mi sacrifico perché ho sette figli e perché alfine della giornata, tuo papà dimostra di essere un buon padre; non potrei mai andarmene e separarvi da vostro padre; di più se io me ne andassi, chi pregherebbe per la sua salvezza. Io sono la sola che lo possa fare perché tutte queste pene e ferite che mi infligge, io le unisco alle sofferenze di Cristo sulla Croce. Ogni giorno dico al Signor: il mio dolore è niente in confronto della vostra Croce, così, vi prego, salvate mio marito e i miei figli”.
Da parte mia, non riuscivo a comprenderla e divenni ribelle, cominciai a prendere la difesa delle donne, ad incoraggiare l’aborto, la coabitazione ed il divorzio.
Quando venne al quinto comandamento, il Signore mi fece vedere l’assassinio orribile che avevo fatto commettendo il più orribile dei crimini: l’aborto.
Di più, io avevo finanziato diversi aborti perché io sostenevo che una donna aveva il diritto di sceglie di rimanere incinta o no. Mi fu dato da leggere nel Libro della Vita e fui profondamente mortificata, perché una ragazzina di 14 anni aveva abortito su miei consigli.
Ogni volta che viene versato il sangue di un bambino, è un olocausto a satana, che ferisce e fa tremare il Signore.

Io vidi nel libro della Vita come la nostra anima si formava, al momento che il seme perviene nell’ovulo Una bella scintilla scocca, una luce che come un raggio di sole di Dio Padre.

Appena il ventre della mamma è in seminato si illumina della luce dell’anima.
Durante l’aborto, l’anima geme e grida per il dolore e se ne ode il grido al Cielo perché ne è scosso.

Questo grido risuona ugualmente all’Inferno, ma è un grido di gioia.

Quanti bambini sono uccisi ogni giorno!
E’ una vittoria dell’Inferno.

Il prezzo di questo sangue innocente libera ogni volta un demone di più.

Come potevo affermare che io non avevo mai ammazzato!
Per quel che riguarda il sesto comandamento, mio marito fu l’unico uomo della mia vita.

Ma mi fu dato di vedere che ogni volta che mettevo in mostra il mio petto e che portavo i miei pantaloni (leopardati) io incitavo gli uomini all’impurità e li inducevo al peccato.
Di più, io consigliavo alle donne d’essere infedeli al loro marito, predicavo contro il perdono e incoraggiavo il divorzio. Realizzai allora che i peccati della carne sono terribili e condannabili anche se il mondo attuale trova accettabile che ci si comporti come degli animali.

Era particolarmente doloroso vedere come i peccati d’adulterio di mio padre avevano ferito i suoi figli.
I miei tre fratelli divennero delle copie conforme al loro padre, donnaioli e bevitori, incoscienti del torto che facevano ai loro figli.

Ecco perché mio padre piangeva con tanto dispiacere constatando che il cattivo esempio che aveva dato s’era ripercosso su tutti i suoi figli.
Quanto al settimo comandamento, - non rubare - io che mi giudicavo onesta, il Signore mi fece vedere il cibo era sprecato nella mia casa mentre il resto del mondo soffriva la fame.

Egli mi disse: “Io avevo fame e guarda quello che tu hai fatto con quello che ti ho dato, come l’hai sprecato!

Io avevo freddo e tu guarda come eri schiava della moda e delle apparenze, buttando via tanto denaro nelle diete per dimagrire.
Del tuo corpo ne hai fatto un dio!
Mi fece comprendere che io avevo una parte di colpa nella povertà del mio paese.

Mi dimostrò anche che ogni volta che criticavo qualcuno, rubavo il suo onore.

Sarebbe stato più facile per me rubare del denaro, perché il denaro, si può sempre restituire, ma la reputazione!...

Di più io derubavo i miei figli della grazia di avere una madre tenera e piena d’amore.

In seguito il Signor mi fa la seguente domanda: ”Che tesori spirituali porti?”
Dei tesori spirituali? Le mie mani sono vuote!
“A cosa ti serve, aggiunse, di possedere due appartamenti, delle case e degli uffici se tu non puoi nemmeno portarmene non sarà ciò che un po’ di polvere?
Che hai fatto dei talenti che ti ho dato? Tu avevi una missione: questa missione, era quella di difendere il Regno dell’Amore, il Regno di Dio”.
Sì, avevo dimenticato che avevo un’anima, così come mi potevo ricordare che avevo dei talenti; tutto questo bene che non ho potuto fare , ha offeso il Signore.
Il Signore mi parlò ancora della mancanza d’amore e di compassione.

Mi parlò ugualmente della mia morte spirituale.

Sulla terra, ero viva, ma in realtà ero morta.

Se voi poteste vedere cos’è la morte spirituale!

E’ come un’anima odiosa, un’anima amara e disgustata di tutto, piena di peccati e che ferisce tutto il mondo.
Io vedevo la mia anima che esteriormente, era ben agghindata e stava bene, ma interiormente era una vera fogna e la mia anima abitava nelle profondità dell’abisso.

Non è strano che fossi così acre e depressa.

E il Signore mi disse: “La tua morte spirituale e cominciata quando tu hai cessato di essere sensibile al tuo prossimo”.
Io ti avvertii mostrandoti la loro miseria.

Quando tu vedevi dei servizi televisivi, dei morti, dei rapimenti, la situazione dei rifugiati, tu dicevi: “povera gente, com’è triste”.

Ma in realtà tu non provavi dolore per essi, tu non sentivi niente nel tuo cuore.

Il peccato ha cambiato il tuo cuore in pietra”.

Alzai allora gli occhi e il mio sguardo incrociò quello i mia madre.

Con un grandissimo dolore gridai verso di lei: “Mamma, come ho vergogna!

Sono condannata, mamma. Là dove vado, tu non mi vedrai mai più.
In quel momento una grazia magnifica le fu accordata.

Ella si tendeva senza muoversi ma le sue dita si misero a puntare verso l’alto. Delle scaglie si distaccarono dolorosamente dai miei occhi: l’accecamento spirituale.

Rividi allora in un istante la mia vita passata, quando un mio paziente una volta mi disse. “Dottore, voi siete troppo materialista, e un giorno voi avrete bisogno di questo: in caso di pericolo immediato, chiedete a Gesù Cristo di coprirvi del Suo Sangue, perché mai Egli vi abbandonerà. Egli pagò il prezzo del Suo Sangue per voi”. 

Con grandissima vergogna, mi misi a singhiozzare: “Signore Gesù, abbiate pietà di me! Perdonatemi, datemi una seconda occasione!”
E il più bel momento della mia vita mi si presenta, non ci sono parole per descriverlo.

Gesù viene e mi tira fuori dal pozzo e tutte quelle orribili creature si appiattirono al suolo.
Quando mi depose, mi disse con tutto il Suo amore: “Stai per ritornare sulla terra, ti do una seconda possibilità”.
Ma precisò che non era a causa delle preghiere della mia famiglia.

Questo è grazie all’intercessione di tutti quelli che ti sono estranei e che hanno pianto, pregato e hanno alzato il loro cuore con un profondo amore per te”.
Vidi molte luci accendersi, come delle piccole fiamme d’amore.

Io vidi delle persone che pregavano per me.

Ma c’era una fiamma molto più grande, era quella che mi dava molta più luce e che brillava più d’amore.
Tentai di conoscere chi fosse questa persona.

Il Signore mi disse. 2 Colui che ti ama tanto, neanche ti conosce”.

Mi spiegò che quest’uomo aveva letto un ritaglio di giornale del mattino.
Era un povero paesano che abitava ai piedi della Sierra Nevada di Santa Marta ( a nord-est della Colombia).

Questo pover’uomo si era recato in città per acquistare dello zucchero di canna.

Lo zucchero era stato avvolto nella carta da giornale e c’era una mia foto, tutta bruciata come ero.
Come l’uomo mi vide così, senza neanche aver letto l’articolo interamente, cadde inginocchio e cominciò a singhiozzare con profondo amore.

Disse: “Signore, abbiate pietà della mia piccola sorella. Signore salvatela. Se voi la salvate vi prometto che andrò in pellegrinaggio al Santuario di Buga ( che si trova nel sud-ovest della Colombia). Ma Vi prego, salvatela”.

Immaginate questo pover’uomo, non si lamentava di aver fame, e aveva una grande capacità d’amore perché si offriva di attraversare tutta una regione per qualcuno che neanche conosceva!
E il signore mi disse: “Questo è amare il suo prossimo”.

E aggiunse: “ Tu sta per tornare (sulla terra) e darai la tua testimonianza non mille volte, ma mille volte mille volte.
E sventura a quelli che non cambieranno dopo aver inteso la tua testimonianza, perché essi saranno giudicati più severamente, come te quando ritornerai qui un giorno; lo stesso per i miei consacrati, i sacerdoti, perché non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire”.
Questa testimonianza , fratelli e sorelle miei, non è una minaccia.

Il Signore non ha bisogno di minacciarci.

E’ una occasione che vi si presenta, e a Dio grazie, io ho esperimentato ciò che è necessario per vivere!
Quando qualcuno di voi morirà e si aprirà davanti a lui il suo Libro della Vita, voi vedrete tutto quanto come io l’ho visto.
E noi tutti vedremo come siamo, la sola differenza è che noi sentiremo i nostri pensieri alla presenza di Dio: La cosa più bella è che il Signore sarà di fronte a noi, mendicando ogni giorno la nostra conversione affinché diventiamo una nuova creatura con Lui, perché senza di Lui non possiamo fare niente.
Che il Signore vi benedica tutti abbondantemente.
Gloria a Dio."


July 31

SOS

 
amici...
quello di oggi è un appello rivolto a voi.. anzi un SOS.
VOGLIO SMETTERE DI FUMAREEEEEEEEEEEEEEEEE!!!!!!!!!!!!!!
AIUTATEMI!!!!!!!!!
se conoscete qualche modo o avete qualche suggerimento.. insomma.. qualsiasi cosa:
E' BEN ACCETTA.
HELP ME!!!!!!!!!
le ho provate tutte:
1) diminuire via via le dosi: NIENTE.
2) masticare quelle odiose "NICORETTE": NIENTE.
3) leggere un libro che mi facesse il lavaggio del cervello: NIENTE.
4) sostituirle con le chupa chups: NIENTE.
5) usare i bastoncini di liquirizia: NIENTE.
insomma: cosa devo fare?
la mia volontà da sola non ce la fa: cercasi stimoli disperatamente per riuscire a smettere di fumare.
e come disse Sophia Loren: AIUTATEMI!
 
July 30

libellule

 
 
 
il vento caldo brucia la mia pelle..
da lontano gabbiani in volo
rompono un silenzio muto.
apro gli occhi..
su di me, un aquilone..
rassegnato a restare lì.. inerme..
è il suono del mio lamento
che non trova sfogo,
che non si fa accarezzar dal vento.
è una catena di fuoco
che blocca lacrime roventi.
un'arida speranza
sorride da lontano
e gioca coi miei arcani sogni
che non son più libellule.
il sole abbaglia un'iride spenta,
che non vede più.. non guarda più..
nessun calore nelle vene,
solo tunnel liberi
da nostalgiche speranze
di sentirmi respirare ancora.
 
 
July 28

così vai via..

 
 
 
 
cosi' vai via
non scherzare no...
domani via
per favore no...
devo convincermi pero'
che non è nulla
ma le mie mani tremano...
in qualche modo io dovrò
restare a galla...
e cosi' te ne vai...
cosa mi è preso adesso?
forse mi scriverai
ma si è lo stesso
cosi' vai via
l'ho capito sai...
che vuoi che sia
se tu devi vai...
mi sembra già che non potrò
più farne a meno
mentre i minuti passano...
forse domani correrò
dietro il tuo treno
tu non scordarmi mai...
com'è è banale adesso...
balliamo ancora un po'...
ma si è lo stesso
amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire.
amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...
perché è cosi'
no non è giusto
se è cosi' se te ne vai
se te ne vai...perché è cosi'
perché finisce tutto qui
tra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...
e fare finta, che ne so
di essere matto
piangere urlare e dire no...
non serve a niente, già lo so
è finito tutto...
e se tu caso mai...
ma non mi sente adesso...
balliamo ancora dai...
ma si è lo stesso..
amore bello come il cielo
bello come il giorno
bello come il mare amore...
ma non lo so dire.
amore bello come un bacio
bello come il buio
bello come Dio
amore mio
non te ne andare...
vai via cosi'
no non è giusto se è cosi'
sei bella sai...
sei bella sai...
vai via cosi'
finisce allora tutto qui
fra poco andrai...
un lento, l'ultimo oramai...

 

la devozione alle "tre Ave Maria"

 

LA DEVOZIONE ALLE TRE AVE MARIA < LA CHIAVE DEL PARADISO >

 
http://www.parrocchiachiesamadrelinera.it/ORATORIO/foto/maria%20ss.%20del%20lume%20quadro%201.JPG

Dice Gesù (Mt 16,26): "Che giova all'uomo guadagnare il mondo intero
se poi perde l'anima sua?". L'affare perciò più importante di questa
vita è la salvezza eterna. Volete salvarvi? Siate devoti della Vergine
Santissima, Mediatrice di tutte le grazie, recitando ogni giorno Tre
Ave Maria.
Santa Matilde di Hackeborn, monaca benedettina morta nel 1298,
pensando con timore al momento della sua morte, pregava la Madonna di
assisterla in quel momento estremo. Consolantissima fu la risposta
della Madre di Dio: "Sì, farò quello che tu mi domandi, figlia mia,
però ti chiedo di recitare ogni giorno Tre Ave Maria: la prima per
ringraziare l'Eterno Padre per avermi resa onnipotente in Cielo e in
terra; la seconda per onorare il Figlio di Dio per avermi dato tale
scienza e sapienza da sorpassare quella di tutti i Santi e di tutti
gli Angeli; la terza per onorare lo Spirito Santo per avermi fatta,
dopo Dio, la più misericordiosa" .
La speciale promessa della Madonna vale per tutti, eccetto per coloro
che le recitano con malizia, con l'intenzione di proseguire più
tranquillamente a peccare. Qualcuno potrebbe obiettare che ci sia
grande sproporzione nell'ottenere la salvezza eterna con la semplice
recita giornaliera di Tre Ave Maria. Ebbene, al Congresso Mariano di
Einsiedeln in Svizzera, P. Giambattista de Blois rispondeva così: "Se
questo mezzo vi sembrerà sproporzionato, dovete prendervela con Dio
stesso che ha concesso alla Vergine tale potere. Dio è padrone
assoluto dei suoi doni. E la Vergine SS. ma, nella potenza
d'intercessione risponde con generosità proporzionata al suo immenso
amore di Madre".
L'elemento specifico di questa devozione è l'intenzione di onorare la
SS. Trinità per aver reso la Vergine partecipe della sua potenza,
sapienza e amore.
Questa intenzione, però, non esclude altre buone e sante intenzioni.
La prova dei fatti convince che questa devozione è di grande efficacia
per ottenere grazie temporali e spirituali. Un missionario, fra'
Fedele, scriveva: "I felici risultati della pratica delle Tre Ave
Maria sono così evidenti e innumerevoli che non è possibile
registrarli tutti: guarigioni, conversioni, lume nella scelta del
proprio stato, vocazioni, fedeltà alla vocazione, vittoria sulle
passioni, rassegnazione nella sofferenza, difficoltà insormontabili
superate..." .
Alla fine del secolo scorso e nei primi due decenni dell'attuale, la
devozione delle Tre Ave Maria si diffuse rapidamente in vari paesi del
mondo per lo zelo di un cappuccino francese, P. Giovanni Battista di
Blois, coadiuvato dai missionari.
Essa diventò una pratica universale quando Leone XIII concesse
indulgenze e prescrisse che il Celebrante recitasse con il popolo le
Tre Ave Maria dopo la S. Messa. Questa prescrizione durò fino al
Concilio Vaticano II.
Papa Giovanni XXIII e Paolo VI impartirono una benedizione speciale a
quanti la propagano. Diedero impulso alla diffusione numerosi
Cardinali e Vescovi.
Molti Santi ne furono propagatori. Sant' Alfonso Maria de' Liguori,
come predicatore, confessore e scrittore, non cessò d'inculcare la
bella pratica
Voleva che tutti l'adottassero: preti e religiosi, peccatori e anime
buone, bambini, adulti e vecchi. Tutti i Santi e Beati redentoristi,
fra i quali S. Gerardo Maiella, ne ereditarono lo zelo.
S. Giovanni Bosco la raccomandava vivamente ai suoi giovani. Anche il
Santo Pio da Pietrelcina ne fu zelante propagatore. S. Giovanni B. de
Rossi, che ogni giorno dedicava fino a dieci, dodici ore al ministero
delle confessioni, attribuiva alla recita quotidiana delle Tre Ave
Maria la conversione di peccatori ostinati.
Chi recita ogni giorno l'Angelus e il S. Rosario non ritenga un
sovrappiù questa devozione. Consideri che con l'Angelus onoriamo il
mistero dell'Incarnazione; con il S. Rosario meditiamo i misteri della
vita del Salvatore e di Maria; con la recita delle Tre Ave Maria
onoriamo la SS. Trinità per i tre privilegi concessi alla Santa
Vergine: potenza, sapienza e amore.
Chi ama la Mamma Celeste non esiti ad aiutarla a salvare le anime per
mezzo di questa pratica facile e breve, ma tanto efficace.
Possono diffonderla tutti: sacerdoti e religiosi, predicatori, madri
di famiglia, educatori ecc..
Non è un mezzo di salvezza presuntuoso o superstizioso, ma l'autorità
della Chiesa e dei santi insegna che la salvezza è nella costanza del
proposito. Cosa non tanto facile come può sembrare; questo ossequio
alla Vergine SS. recitato ogni giorno, a qualunque costo, ottiene
misericordia e salvezza.
Anche tu sii fedele ogni giorno, diffondi la recita a chi desideri
maggiormente che si salvi, ricorda che la perseveranza nel bene ed una
buona morte sono grazie che si chiedono, in ginocchio, ogni giorno
come tutte le grazie che ti stanno a cuore.
(Da: Una chiave del Paradiso, G. Pasquali).

PRATICA
Prega devotamente ogni giorno così, mattina o sera (meglio mattina e
sera):

Maria, Madre di Gesù e Madre mia, difendimi dal maligno in vita e
nell'ora della morte, per il Potere che ti ha concesso l'Eterno Padre.

Ave, Maria...

Per la Sapienza che ti ha concesso il divin Figlio. Ave, Maria...

Per l'Amore che ti ha concesso lo Spirito Santo.

Ave Maria...

Propagate questa devozione:
"CHI SALVA UN'ANIMA, HA ASSICURATO LA PROPRIA" (Sant'Agostino)
July 26

i miei cuccioli

 
oggi sono andata al mercato del Ballarò a comprare la frutta..
era da mesi che non passavo da quelle parti!
Palermo è bella e non puoi dire di averla visitata se non passi dai posti caratteristici della città.. uno di questi è proprio il "Ballarò".
ti perdi in mezzo alle "vanniate" (grida) dei commercianti; in mezzo alla varietà di colori di frutta di tutti i tipi; in mezzo a profumi "palermitani".
la cosa più bella che ho notato oggi?
alle bancarelle c'erano i miei ragazzini!!
non dovete pensare a situazioni di lavoro in nero o sfruttamento o cose del genere!
no.. alcuni erano ad aiutare il padre; altri erano lì per guadagnare una, seppur misera, paghetta divertendosi tutti tra di loro amici..
insomma: arrivo lì e inizio a sentirmi chiamare da destra, poi da sinistra, poi da tutte le parti..
inizia uno spettacolo al Ballarò: "vieni da noi che ti facciamo lo scanto"; "no no.. noi te li diamo a metà prezzo".
non sapevo più dove comprare la frutta.
ho preso le pesca da una parte; le pere da un'altra, ecc..
alla fine, credetemi, non so neanch'io che frutta ho preso.
si divertivano; si sentivano grandi e considerati; erano responsabili di qualcosa..
uno di loro mi dice: "vedi? sarai contenta! anzicchè stare per strada a non fare niente o a giocare a pallone (o altro aggiungo io) siamo qui ad aiutare mio padre. siamo bravi vero?"
finito di prendere la frutta escono dalle loro postazioni e mi vengono a baciare, divertiti, sudati, contenti che "io" (che sono nessuno!) li avessi visti; orgogliosi di loro stessi.
e il padre...!!!
si avvicina da me e mi dice: "grazie di tutto signorina" e mi regala un'ananas..
sono rimasta senza riuscire a dir niente..
che cuccioli i miei cuccioli!!
ne è valsa la pena..
l'ananas regalatami dal padre non ha prezzo.. per me!!
July 25

iniziano le vacanze!!

 
oggi è il mio ultimo giorno di lavoro prima delle vacanze estive..
speriamo che a settembre mi riconfermino!!
è stato un anno pesante: ho ripreso gli studi (con successo); ho portato alla cresima, dopo due anni di catechismo, la mia prima classe di ragazzini; ho lavorato (ma senza stancarmi); ho sofferto (per amore.. come al solito).. e.. stranamente.. adesso mi sento pronta e carica per affrontare il mio meritato "riposo" Animoticon.
cosa farò quest'estate?
booooooooooo..
dopo un anno che rimando ad agosto cose per cui non avevo il tempo adesso non me ne viene in mente una!!!
di sicuro parto.. vado in umbria.. vado a rivisitare i luoghi in cui sono "rinata".. e ne approfitto per andar a vedere il pancione della mia carissima amica T.
poi vorrei organizzare delle cosine coi ragazzini.. andare a pesca; dei piccoli tornei di calcio (a condizione che stavolta facciano giocare pure me); ritrovarmi con gli amici trascurati in questi ultimi mesi per via